Come si verifica la resa dell’impianto fotovoltaico?

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resa impianto fotovoltaico

All’atto dell’acquisto o dell’installazione di un impianto fotovoltaico è possibile eseguire il dimensionamento vedendo la potenza nominale dell’impianto, ovvero la potenza che questo  riesce a produrre nelle condizioni S.T.C. (1000W/m², 25°C con spettro solare AM1.5).

resa impianto fotovoltaico

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Il valore è quello che si aspetta di poter produrre con buona costanza o durante tutta la vita dell’impianto.

Quali sono i dati da dover considerare per aumentare la resa dell’impianto rispetto ai valori nominali?

Disposizione dei moduli: maggiore cura sulla disposizione dei moduli fotovoltaici dopo aver considerato e aver progettato nel rispetto del luogo in cui si vuole installare l’impianto stesso.

In particolare devono essere considerati:
– Eventuali ostacoli che producono ombre;
– L’inclinazione e l’orientamento dei moduli;

Suddivisione in sottostringhe: Per tutti i grandi impianti è comune suddividere i moduli in più stringhe con l’obiettivo di voler limitare la massima tensione di stringa entro i limiti previsti dall’inverter.

È anche importante che i moduli che sono connessi alla stessa stringa abbiano la stessa potenza e siano installati con la medesima inclinazione e abbiano le stesse condizioni d’illuminamento.

Diversamente si può rischiare di far lavorare male tutta la stringa.

Sono presenti anche le  micro inverter e le scatole di giunzione speciali che possono essere installate per il singolo modulo dove le condizioni di installazione sono molto critiche.

Poter far lavorare l’inverter nelle condizioni migliori: l’efficienza dell’inverter può variare a seconda delle condizioni di lavoro.

Una regola del tutto generica è di poterlo far lavorare vicino alla potenza nominale.

È importante anche controllare le curve di rendimento presenti nel manuale;

Non camminare sui moduli: in molti, cercando di accelerare i tempi di installazione, non si curano dei moduli e magari vi passano sopra. Essendo il vetro frontale del modulo molto resistente, può sembrare che tali moduli non subiscano alcun danno, invece ciò che si potrebbe verificare l’effetto “bava di lumaca”, cioè delle aree che addirittura diventano non produttive.

Cablaggi di qualità: garantiscono il giusto passaggio di corrente e minimizzano le perdite di trasmissione.

Sporco: da evitare con interventi di pulizia, perché contribuisce a determinare la riduzione dell’efficienza dell’impianto nel tempo.

Monitoraggio: si tratta di una valida pratica che permette di avere uno storico sul funzionamento dell’impianto, oltre che controllare la potenza prodotta e i vari parametri di funzionamento

 

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