L’Agenzia internazionale dell’energia ufficializza il calo di anidride carbonica

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anidride carbonica

Venerdì 13 marzo l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), un’agenzia intergovernativa indipendente che si interessa di analisi e statistiche in merito al  consumo energetico globale, ha dichiarato  che nel 2014 l’economia mondiale è  decisamente cresciuta, ma l’anidride carbonica non è aumentata.

Secondo la IEA è stata “la prima volta in 40 anni in cui c’è stato uno stop o una riduzione delle emissioni dei gas serra non collegato a una regressione economica”.

Per tutti coloro che fossero interessati  al nostro pianeta, è un’ottima notizia.

Lo stretto legame tra la crescita economica e il consumo di maggiori quantità di energia, e quindi anche le conseguenti emissioni più alte, era del tutto sembrato un elemento decisamente  imprescindibile della moderna società industriale.

anidride carbonica

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Queste osservazioni avevano condotto  alcuni dei partiti e dei movimenti della sinistra ambientalista a poter sostenere che la crescita economica stessa potesse essere incompatibile con la salvaguardia dell’ambiente.

E quindi, cosa è cambiato?

La IEA riferisce  che i fattori coinvolti sono davvero molti, ad esempio il fatto che la Cina ha iniziato a usare le energie rinnovabili, così come hanno anche fatto gli altri paesi dell’OCSE.

Per quanto riguarda il consumo di energia negli Stati Uniti la questione è molto simile.

Alex Laskey, presidente di Opower, la società che opera con le compagnie che offrono servizi energetici, ha spiegato: “Per la prima volta la domanda non è collegata al PIL, e questo per via dell’efficienza, dell’autoproduzione, e così via: possiamo farcela con meno”

La tendenza che viene rilevata dalla IEA trova molto riscontro anche nel rapporto energetico annuale che è stato diffuso dalla Energy Information Administration, agenzia del ministero dell’Energia degli Stati Uniti.

Il documento ha mostrato  la diminuzione del consumo energetico americano sia sulla  base pro capite che in merito alla relazione al PIL, una tendenza che si prevede potrà continuare anche nel futuro.

 

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