POI Energia: approvato il RAE 2013 – Asse III

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POI Energia

Il 31 dicembre 2013, il POI Energia ha promosso il ‘Programma operativo interregionale energie rinnovabili e risparmio energetico 2007-2013’, che ha fatto segnare una percentuale di attuazione pari al 55% del programma

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Entrando nello specifico , il Programma, che è stato finanziato da fondi comunitari e nazionali, risultato della collaborazione tra il ministero dello Sviluppo economico (MISE) e il ministero dell’Ambiente (MATTM) che si rivolge alle Regioni obiettivo “Convergenza” (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), nella sua totalità registra un avanzamento sia degli impegni, pari al 95% della complessiva dotazione del programma, sia a livello di certificazione, pari al 54,95% del contributo totale.

Presenta anche un incremento del 15,95% rispetto al dato POI del 2012, pari al 39%.

Uno dei risultati migliori dei beni e servizi che sono stati prodotti dalle attività finanziate dal Programma è proprio l’incremento del numero di posti di lavoro creati, è stato persino raddoppiato rispetto al 2012, ma è ancora lontano dal target finale del 2015.

Tuttavia è ancora molto lontano dall’obiettivo 2015 il valore delle emissioni di gas serra, conseguenza diretta del basso numero di progetti conclusi.
Tra questi è opportuno segnalare:

  • la costruzione presso l’aeroporto di Bari Palese di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica sulle pensiline del parcheggio auto della potenzialità complessiva di 125 Kwp.
  • Comune di Giurdignano (Le):  un piccolo comune dove è stato installato un impianto di produzione di energia termica (pompe di calore geotermiche a bassa entalpia) presso 2 edifici, l’ex scuola elementare e la scuola media.

Asse III: Assistenza tecnica e azioni di accompagnamento
L’Asse III permette alle autorità/organismi del Programma Operativo di poter disporre di risorse finanziarie tali da poterne garantire una efficace ed efficiente implementazione.

Le principali criticità che sono state registrate negli anni precedenti per l’attivazione delle convenzioni regionali possono ritenersi in parte obsolete, al netto della speciale situazione della Regione Siciliana per cui il procedere dei rallentamenti è attribuibile a cambiamenti nell’assetto politico-amministrativo regionale.

 

 

 

 

 

 

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